UN PO' DI STORIA

 

LA ZAMPOGNA e la CIARAMELLA

 Questa breve presentazione si limita ad un profilo storico musicale essenziale della zampogna a chiave in area centro italiana e della ciaramella.La zampogna appartiene alla grande famiglia delle cornamuse , presente in tutta Europa e nord Africa con centinaia di modelli diversi.La zampogna usata per questo concerto è del tipo “ a chiave “ di area  abruzzese detta anche “ avezzanese “ ed è stata costruita dal maestro liutaio  Gerardo Guatieri , oggi  ottantaquattrenne.Questo modello non si discosta organologicamente dai modelli presenti in un  area geografica  che comprende Abruzzo Lazio e Molise .Costante in questi modelli è la presenza del bordone alla dominante , alcuni modelli presentano un doppio bordone a distanza di una ottava  ma sempre alla dominante.La canna destra , detta anche “ ritta “ ha cinque fori ed è la canna melodica , la canna sinistra detta anche  “ manca “ ha quattro fori di cui il più basso chiuso con una chiave e generalmente ha funzione di canna ritmica o di accompagnamento.Il bordone , che assume nomi diversi a seconda delle località geografiche produce un suono fisso .Le canne sono innestate in un blocco che ha sua volta è inserito in una sacca di pelle o cuoio a tenuta ermetica che funge da riserva di aria continua.L’aria viene immessa nel sacco dal suonatore attraverso un insufflattore .Su tutte le canne della zampogna vengono montate ance doppie.La zampogna può essere usata come strumento solista oppure in abbinamento con la ciaramella e la voce. La  ciaramella è di fatto un oboe popolare ad ancia doppia chiamata anche " piffero " o " bifera " ed esegue generalmente la parte solista quando suona insieme alla zampogna grazie alla sua maggiore estensione , viene costruita in relazione  alle dimensioni della zampogna  e prende il medesimo nome , se la zampogna è una 25 ( misura tradizionale delle zampogne )  si dice che anche la ciaramella è una 25.Particolare cura richiede  l'accordatura dello strumento che si realizza agendo sia sulle ance che sui fori e grazie anche ad un  orecchio particolarmente dotato.Una zampogna ben accordata  fa la differenza tra i suonatori.Le zampogne centro meridionali hanno una caratteristica che le differenzia in maniera sostanziale dalle altre cornamuse italiane  per il fatto che sono strumenti “  policalami “ e possono quindi eseguire della polifonia.Il suonatore infatti agisce contemporaneamente sia sulla canna destra che quella sinistra , mentre nel contempo i bordoni eseguono un suono continuo.Questi strumenti sono segnalati sin dall'antichità  , tracce del loro uso si trovano in nord africa in grecia ( doppio aulos ) e nell'antica roma.Marziale ( 40 ca - 104 d.C. )  e Svetonio ( 70 ca - 140 ca )  citano in alcuni loro scritti suonatori di cornamuse  " ascaules " dal  greco " ascos " sacco   e " aulos "   per piffero ad ancia  e " utricularius "  ( zampognaro ) .Citazioni e fonti iconografiche si fanno più consistenti durante il basso e alto medio evo quando le cornamuse sono di fatto presenti sulla scena musicale sia in ambito colto che profano.Le zampogne oggi sono prevalentemente diffuse nel centro e sud Italia dove trovano ampio spazio nella musica popolare con intrusioni in altri generi musicali.La costruzione di questi strumenti è affidata a numerosi liutai artigiani ai quali negli ultimi anni si sono affiancati  giovani costruttori  che hanno perfezionato a ampliato le tecniche di costruzione.La zampogna , soprattutto nel nord Italia è prevalentemente relegata ai riti del Natale e spesso la sua funzione è di cornice coreografica ai riti consumistici del Natale.Nel centro e sud italia riveste ancora un ruolo vivo e funzionale che in questi ultimi anni ha conosciuto l'interesse di un sempre maggior numero di persone , soprattutto giovani.Ai riti connessi al calendario agricolo e agli eventi liturgici e paraliturgici  , come il tema della Natività , della Passione,  dell'omaggio agiografico  ( il Sant'Antonio Abate ) si aggiungono i momenti di festa con danze e canti alla zampogna.

 

SCUOLA DI CORNAMUSA

 La scuola  di cornamusa è rivolta a chi vuole avvicinarsi  a questo particolare strumento che e’ il simbolo di  molteplici aree culturali in Europa , vuole altresì promuovere nel nostro territorio il recupero di una tradizione musicale , che per molteplici ragioni è in buona parte scomparsa.

Le lezioni sono indirizzate alla pratica di  strumenti  tutt’oggi usati ed apprezzati e su questo itinerario  , arrivare a sensibilizzare il recupero di strumenti autoctoni oramai non più in uso , anche attraverso il gemellaggio con scuole già attive con musicisti e con costruttori.

La cornamusa è  presente ed  attestata sin dal medio evo ed ha sempre rivestito un ruolo fondamentale nella cultura popolare senza dimenticare che è stata amata ed apprezzata anche dalle classi più colte. Innumerevoli sono le testimonianze iconografiche che la rappresentano nel corso dei secoli.

A tutt’oggi  esistono  e sono ancora vivi nella tradizione  molti modelli diversi di cornamusa  ( piu’ di cento )  distribuiti in tutto il vecchio continente dalla Galizia ai paesi dell’est. Ogni modello con le sue caratteristiche e peculiarità sia tecniche che di repertorio. Il corso verterà essenzialmente su  modelli riconducibili ad aree geografiche diverse :

 

·       Le zampogne italiane centro meridionali ( zampogna a chiave e zampogna zoppa )

·       Le cornamuse del centro della Francia ( la musette )

 

Si concorderà con l’insegnante la modalità di reperimento di uno strumento da studio per  muovere i primi passi.

All’insegnamento pratico dello strumento, tecnica dell'accordatura , costruzione delle ance , cromatismi e bordone variabile, verrà affiancato un corso di base di teoria e solfeggio , armonia e di storia delle cornamuse e del repertorio.

Per contatti , concerti e animazioni :

Antonio Serafini

Via Savoia n. 11 21046 – Malnate ( VA) tel. 0332-425844

e mail   rebab@libero.it