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    <title>antonioserafini</title>
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    <item>
      <title>Nota a commento della Sentenza della Corte di Appello di Roma, Sez. Lavoro, n. 3159/2023 del 24/03/2026</title>
      <link>https://www.antonioserafini.it/nota-a-commento-della-sentenza-della-corte-di-appello-di-roma-sez-lavoro-n-3159-2023-del-24-03-2026</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Nota a commento della Sentenza della Corte di Appello di Roma, Sez. Lavoro, n. 3159/2023 del 24/03/2026
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La pronuncia in commento, emessa dalla Corte di Appello di Roma, offre un'occasione per approfondire i presupposti applicativi dell'art. 2112 c.c. in materia di trasferimento di ramo d'azienda, con particolare riferimento ai criteri di autonomia funzionale, preesistenza e conservazione dell'identità dell'entità economica trasferita. La Corte, confermando la decisione di primo grado, ha respinto le pretese di due lavoratrici volte a far dichiarare la continuità del loro rapporto di lavoro con la società subentrata nella gestione di una struttura alberghiera, negando la configurabilità di una cessione di ramo d'azienda.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Il Fatto e le Questioni Giuridiche
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le lavoratrici, originariamente dipendenti di una società cooperativa (A srl), avevano ottenuto una sentenza che dichiarava la nullità del loro licenziamento e ordinava la reintegrazione. Successivamente, la gestione dei servizi alberghieri, precedentemente affidata in appalto a un'altra società (B Srl, a sua volta ritenuta cessionaria di A srl), veniva riassunta direttamente dalla committente (C Srl). Le lavoratrici agivano quindi in giudizio per accertare una duplice cessione d'azienda ai sensi dell'art. 2112 c.c., prima verso B Srl e poi verso C Srl, chiedendo che il loro rapporto di lavoro proseguisse con quest'ultima e che la sentenza di reintegrazione producesse effetti nei suoi confronti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le questioni giuridiche centrali sottoposte alla Corte riguardavano:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ol&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La corretta individuazione dell'oggetto del presunto trasferimento, ossia se un singolo servizio (pulizia dei piani) potesse costituire un "ramo d'azienda" autonomo.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La verifica della sussistenza dei requisiti sostanziali per la configurabilità di un trasferimento di ramo d'azienda, in particolare la conservazione dell'identità dell'organizzazione a seguito del cambio di titolarità.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ol&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           La Definizione di Ramo d'Azienda e i Requisiti di Legge
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'art. 2112, comma 5, del Codice Civile, definisce il ramo d'azienda come una "articolazione funzionalmente autonoma di un'attività economica organizzata, identificata come tale dal cedente e dal cessionario al momento del suo trasferimento" . La giurisprudenza, sia nazionale che europea, ha costantemente interpretato questa nozione in modo rigoroso per bilanciare la flessibilità organizzativa delle imprese con la tutela dei diritti dei lavoratori.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I principi cardine, richiamati anche dalla sentenza in esame, sono:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            Autonomia Funzionale
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            : Il ramo ceduto deve essere un'entità economica capace di operare con i propri mezzi, già prima della cessione, per perseguire uno specifico scopo produttivo [Cass. Civ., Sez. L, N. 2272 del 26-01-2022][Cass. Civ., Sez. L, N. 15129 del 31-05-2021][Tribunale Ordinario Milano, sez. LA, sentenza n. 1867/2023]. Non può trattarsi di un mero insieme di beni o di personale privo di un legame organizzativo.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            Preesistenza
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            : L'autonomia funzionale deve preesistere al trasferimento. Non è ammessa la creazione di una struttura produttiva ad hoc in occasione della cessione, finalizzata unicamente a esternalizzare personale [Cass. Civ., Sez. L, N. 18949 del 05-07-2021][Tribunale Ordinario Milano, sez. LA, sentenza n. 1867/2023]. La Corte di Giustizia UE ha sottolineato che il termine "conserva" (utilizzato nella Direttiva 2001/23/CE) implica che l'identità dell'entità ceduta debba esistere già prima dell'operazione traslativa [Cass. Civ., Sez. L, N. 35666 del 19-11-2021][Tribunale Ordinario Milano, sez. LA, sentenza n. 1867/2023].
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            Conservazione dell'Identità
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            : A seguito del trasferimento, l'entità economica deve mantenere la propria identità. Ciò significa che il cambiamento deve riguardare essenzialmente la titolarità, mentre l'organizzazione e l'attività economica devono proseguire senza sostanziali alterazioni. Inoltre, quando attività sia “ labour intensive”, per la quale cioè non sono richieste specifiche conoscenze tecniche, non si può parlare di continuità organizzativa in mancanza del trasferimento anche della linea gerarchica funzionale all’organizzazione: le carenze organizzative imputabili al precedente appalto sono state invece il motivo fondamentale della risoluzione del precedente contratto.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           L'Analisi della Corte di Appello
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Corte di Appello di Roma ha applicato con coerenza tali principi al caso di specie, giungendo a escludere la fattispecie del trasferimento di ramo d'azienda.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           1. L'insussistenza di un "ramo d'azienda" autonomo nel servizio di pulizia
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In primo luogo, la Corte ha respinto la tesi delle appellanti secondo cui l'analisi avrebbe dovuto concentrarsi esclusivamente sul servizio di pulizia e rifacimento camere. Il Collegio ha correttamente osservato che tale servizio era solo una parte di un più ampio contratto di appalto che includeva anche ristorazione, bar e altri servizi. Pertanto, non poteva essere considerato di per sé un'autonoma "articolazione funzionalmente autonoma" ai sensi dell'art. 2112 c.c. Questo passaggio è conforme all'orientamento che nega la possibilità di frammentare arbitrariamente l'attività d'impresa in "rami" che non possiedono una reale e oggettiva autonomia operativa [Cass. Civ., Sez. L, N. 15129 del 31-05-2021].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           2. La mancata conservazione dell'identità aziendale
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il nucleo centrale della motivazione risiede nell'analisi fattuale delle modifiche intervenute con il passaggio della gestione a C srl. La Corte ha accertato che non si è verificato un mero cambio di titolarità, ma una discontinuità sostanziale nell'organizzazione aziendale. Gli elementi valorizzati sono stati:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            L'assetto del personale
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            : La società subentrante non ha assorbito la totalità dei lavoratori precedentemente impiegati, procedendo inoltre a "nuove assunzioni" e introducendo nuove figure professionali di rilievo manageriale. La giurisprudenza riconosce che, sebbene sia possibile un trasferimento di ramo d'azienda "leggero" o "dematerializzato" basato prevalentemente sul personale, è necessario che il gruppo di lavoratori trasferiti costituisca un nucleo organizzato e stabile, dotato di un comune bagaglio di competenze [Cass. Civ., Sez. L, N. 35666 del 19-11-2021][Cass. Civ., Sez. L, N. 2272 del 26-01-2022]. La mancata riassunzione di una parte significativa del personale e l'innesto di nuove figure professionali sono indici di una rottura dell'identità preesistente.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            L'assetto dei beni strumentali
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            : La società C ha effettuato investimenti significativi, acquistando nuovi macchinari, attrezzature e divise, apportando "migliorie" ai reparti cucina e ristorante. Questo dimostra che l'organizzazione del cessionario non si è limitata a utilizzare i mezzi del cedente, ma ha integrato e modificato l'assetto produttivo.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            La ratio dell'operazione
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            : La Corte ha evidenziato che la decisione di C srl di internalizzare il servizio non era finalizzata a proseguire l'attività del precedente gestore, ma nasceva dalla necessità di porre rimedio a una "cattiva gestione" che aveva portato al recesso anticipato dal contratto di appalto. L'obiettivo era quindi quello di "apportare miglioramenti nell'offerta dei propri servizi" attraverso una "sostanziale modifica delle strutture e degli assetti organizzativi".
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La valutazione complessiva di questi elementi (personale, beni, organizzazione, finalità dell'operazione), come richiesto dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia e della Cassazione, ha portato a concludere che l'identità dell'entità economica non è stata conservata [Cass. Civ., Sez. L, N. 31046 del 02-11-2021][Cass. Civ., Sez. L, N. 24687 del 14-09-2021].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Come affermato dalla Suprema Corte, l'identità di un'entità economica "emerge, secondo la CGUE, da una pluralità di elementi inscindibili tra loro, quali il personale che la compone, i suoi quadri direttivi, la sua organizzazione del lavoro, i suoi metodi di gestione ed anche, eventualmente, i mezzi di gestione a sua disposizione" [Cass. Civ., Sez. L, N. 31046 del 02-11-2021][Cass. Civ., Sez. L, N. 24687 del 14-09-2021][Cass. Civ., Sez. L, N. 35666 del 19-11-2021].
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quando, come nel caso di specie, l'operazione comporta una significativa riorganizzazione e un potenziamento della struttura produttiva da parte del subentrante, non si può parlare di continuità aziendale, ma di una nuova e diversa iniziativa imprenditoriale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Conclusioni
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La sentenza si inserisce nel solco della consolidata giurisprudenza di legittimità che interpreta l'art. 2112 c.c. in modo rigoroso, esigendo una prova concreta della preesistenza e dell'autonomia funzionale del ramo, nonché della conservazione della sua identità dopo il trasferimento. La decisione sottolinea come l'applicazione della tutela reale prevista dalla norma non possa prescindere da un accertamento in fatto che verifichi la sussistenza di una reale continuità aziendale, al di là del mero subentro in un'attività economica.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'esito negativo per le lavoratrici deriva dalla constatazione che l'operazione non era una cessione d'azienda, ma un'internalizzazione di servizi accompagnata da una profonda riorganizzazione. Di conseguenza, correttamente la Corte ha escluso l'applicabilità dell'art. 2112 c.c. e, con essa, l'estensione degli effetti della precedente sentenza di reintegrazione alla nuova società, in quanto non qualificabile come "successore a titolo particolare" ai sensi dell'art. 111 c.p.c. .
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 03 Apr 2026 17:51:10 GMT</pubDate>
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      <title>CONTROLLI FISCALI SUGLI INFLUENCER</title>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/md/pexels/dms3rep/multi/pexels-photo-13929780.jpeg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Circa due anni e mezzo (ottobre 2021) fa abbiamo cominciato a parlare, proprio
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            su questo sito, della tassazione degli influencer. In quell'occasione abbiamo
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            dato uno sguardo al fenomeno nel suo complesso, individuando le principali
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           fattispecie di tassazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            In questi due anni e mezzo la normativa è andata evolvendosi per adattarsi al
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            nuovo fenomeno sociale e alla nuova tipologia di lavoro. Naturalmente
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           l'evoluzione della normativa rimane molto più lenta dell'evoluzione della realtà,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ma sono stati fatti importanti passi avanti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La Direttiva dell'Unione Europea nr 504 del 2021  è stata recepita nel nostro
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Paese a mezzo del Decreto legislativo nr. 32 del 2023. Proprio quest'anno, poi,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            l'Amministrazione finanziaria ha emesso sul tema una circolare, la numero
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            22931 del gennaio del 2024, ed infine è stato siglato un protocollo d'intesa tra
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           l'Agenzia delle entrate e la Guardia di finanza, finalizzato a coordinare i controlli
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           dell'Amministrazione finanziaria nello specifico settore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Le norme europee e nazionali nonché le circolari amministrative puntano
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            sull’aspetto che evidentemente è il più facile da mettere  ed anche quello più
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           remunerativo e interessante ai fini della tassazione: in sostanza è stato previsto
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            l'obbligo per qualunque piattaforma digitale comunitaria (ma anche
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            extracomunitaria nel caso in cui sia visibile nel territorio comunitario) di
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           dichiarare le somme versate agli influencer.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            In tal modo gli ispettori hanno a disposizione un dato certificato e rilevante, da
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            cui partire per una serie di controlli incrociati sia sul tenore di vita, spesso
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ostentatamente esibito dall'influencer, che sulle effettive dichiarazioni fiscali
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           presentate.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ciò naturalmente in caso di dichiarazioni presentate. La cronaca di questi giorni
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ci riporta alcuni esempi di influencer che erano del tutto sconosciuti al fisco.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Peraltro si tratta di persone che operano in settori 	borderline	, come la
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            produzione di contenuti per adulti, a loro volta soggetti ad una c.d. “tassa
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            etica”. In questo caso però non può essere difficile per l'amministrazione
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            finanziaria risalire all'identità degli influencer proprio perché una delle
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            modalità, anzi la più evidente, di svolgimento di questa particolare attività è
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            proprio la pubblicizzazione della propria persona, attraverso i canali social;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            canali dunque facilmente accessibili da chiunque ed in particolar modo
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           dall’amministrazione finanziaria.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Sembra quindi che i tempi siano maturi per u
            &#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             ﻿
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
        
            na tanto attesa  operazione di
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           equità fiscale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 10 Mar 2024 21:09:20 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Conseguenze della violazione dei postulati di redazione del bilancio</title>
      <link>https://www.antonioserafini.it/conseguenze-della-violazione-dei-postulati-di-redazione-del-bilancio</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    
          Conseguenze della violazio
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    
          ne dei postulati di redazione del bilancio
         &#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    
          Il Codice civile stabilisce  i postulati di bilancio negli articoli 2423 “redazione del
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          bilancio”, 2423-bis “principi di redazione del bilancio”, 2423 ter “struttura dello Stato
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          patrimoniale e del Conto economico”. Nel principio OIC numero 11, quale prassi
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          applicativa comunemente accettata, vengono declinati i suddetti postulati di bilancio,
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          indicandoli   nella   prudenza,   nella   prospettiva   della   continuità   aziendale,   nella
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          rappresentazione sostanziale, nel principio di competenza, nella costanza nei criteri di
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          valutazione, nella rilevanza e nella comparabilità.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          In merito segnatamente al principio di prudenza, l'articolo 2423 bis comma 1, numero
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          1, del codice civile prevede espressamente che la valutazione delle voci di bilancio
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          sia fatta secondo prudenza ovvero nel rispetto della ragionevole cautela nelle stime in
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          condizioni di incertezza.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Ulteriore applicazione si ritrova nell'articolo 2423 bis, comma 1, numero 2, ove si
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          dispone che si possono indicare esclusivamente gli utili realizzati alla data di chiusura
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          dell'esercizio, mentre il comma 1, numero 4 prevede che si deve tener conto dei rischi
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          e delle perdite di competenza dell'esercizio, anche se conosciuti dopo la chiusura
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          dell’esercizio stesso.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          In sostanza viene delineato un quadro asimmetrico nella contabilizzazione dei
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          componenti economici, con prevalenza del principio della prudenza rispetto a quello
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          della competenza. In altre parole, gli elementi negativi devono essere rilevati
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          interamente anche quando non siano certi, mentre gli elementi positivi possono essere
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          rilevati solo quando siano certi. Infatti, gli utili non realizzati non devono essere
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          contabilizzati, mentre tutte le perdite, anche se non definitivamente realizzate, devono
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          essere riflesse in bilancio. Inoltre il suddetto documento di prassi individua anche
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          ulteriori fattispecie applicative del postulato di prudenza ad esempio, con riferimento
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          al trattamento di bilancio delle attività potenziali: le attività e gli utili potenziali,
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          anche se probabili, non sono rilevati in bilancio per il rispetto del principio di
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          prudenza, per evitare inammissibili sopravvalutazioni del patrimonio.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Le conseguenze giuridiche della violazione delle regole di redazione del bilancio
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          sono pacifiche nella giurisprudenza sia di legittimità che di merito.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Ad esempio, la Corte Suprema di Cassazione, sez. sesta civile, 30 settembre 2015, n.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          19546,   afferma   che   le   norme   sulla   redazione   del   bilancio   d’esercizio   sono
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          inderogabili, in quanto la loro violazione determina una reazione dell'ordinamento a
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          prescindere dalla condotta delle parti e rende illecita la delibera di approvazione e,
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          quindi, nulla. Tali norme, infatti, non solo sono imperative, ma contengono principi
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          dettati   a   tutela,   oltre   che   dall'interesse   dei   singoli   soci   ad   essere   informati
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          dell'andamento   della   gestione   societaria   al
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            termine
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           di   ogni   esercizio,   anche
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           dell'affidamento di tutti i soggetti che con la società entrano in rapporto, i quali hanno
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           diritto a conoscere l'effettiva situazione patrimoniale e finanziaria dell'ente. (si
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           vedano anche: Cass. 13031/14; Cass. 28/13)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ​
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Lo stesso principio si rinviene anche nella giurisprudenza di merito. Ad esempio,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tribunale di Roma, sez. 13 civ. (28.12.2016, nr. 24191): le norme poste
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           a tutela
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           dell'interesse collettivo dei soci o dei terzi estranei alla società, come quelle  relative
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           alla formazione del
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            bilancio
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            sono inderogabili e la loro violazione è sanzionabile con
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           la nullità. La medesima pronuncia si rinvia a sua volta alla giurisprudenza  della
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Suprema Corte, che ha recentemente chiarito che "Le norme dirette a garantire la
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           chiarezza e la precisione del
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            bilancio
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           di esercizio sono inderogabili in quanto la loro
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           violazione determina una reazione dell'ordinamento a prescindere dalla condotta delle
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           parti e rende illecita la delibera di approvazione e, quindi, nulla. Tali norme, infatti,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           non solo sono imperative, ma contengono principi dettati a tutela, oltre che
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           dall'interesse dei singoli soci ad essere informati dell'andamento della gestione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           societaria al
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            termine
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           di ogni esercizio, anche dell'affidamento di tutti i soggetti che
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           con la società entrano in rapporto, i quali hanno diritto a conoscere l'effettiva
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           situazione patrimoniale e finanziaria dell'ente. (Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 13031 del
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           10/06/2014, Rv. 631360)".)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In senso conforme anche
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tribunale di Perugia, 04 giugno 2018, n. 798 e Tribunale di
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Trieste, 28 giugno 2021 nr. 376.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 08 Feb 2024 09:46:01 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.antonioserafini.it/conseguenze-della-violazione-dei-postulati-di-redazione-del-bilancio</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Utilizzo delle dichiarazioni dell'indagato nel verbale di constatazione</title>
      <link>https://www.antonioserafini.it/utilizzo-delle-dichiarazioni-dell-indagato-nel-verbale-di-constatazione74244540</link>
      <description>Commento alla sentenza della Cassazione 12004 del 1.04.2022 circa l'utilizzo delle dichiarazioni dell'indagato nel verbale di constatazione.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    La sentenza in commento ripropone il tema dell’ utilizzo delle dichiarazioni dell’indagato rese all’interno del verbale di constatazione senza l’adozione delle garanzie di legge.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Nel caso di specie, l’argomento si pone con riferimento a dichiarazioni rese dall’indagato senza le prescritte garanzie di legge ma utilizzate nei confronti di un terzo soggetto.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    La vicenda nasce dall’impugnazione di un’ordinanza con cui il Tribunale di Napoli, con funzione di riesame reale, rigettava l’istanza di riesame avverso il provvedimento emesso dal Giudice per le indagini preliminari del medesimo Tribunale con il quale si era disposto il sequestro preventivo, in via diretta e per equivalente, a fini di confisca, in relazione al reato di cui agli artt. 81, cod.pen. e 2 d.lgs 74/2000.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Nel ricorso per cassazione l’interessato eccepiva, tra l’altro, l’errata applicazione degli artt. 220 delle disposizioni di attuazione al codice di procedura penale e 63, comma 2 e 64 del codice di procedura penale poiché il Tribunale, a suo dire, aveva posto a fondamento della valutazione del fumus commissi delicti le dichiarazioni rese da un altro soggetto - terzo indagato - assunte dai verbalizzanti in violazione degli artt. 62 e 63 del codice di rito.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    La Cassazione ha ritenuto tale motivo manifestamente infondato.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Premette la Suprema Corte che, a norma dell'art. 220 delle disposizioni di attuazione al codice di procedura penale, quando nel corso di attività ispettive o di vigilanza previste da leggi o decreti emergano indizi di reato, gli atti necessari per assicurare le fonti di prova e raccogliere quant'altro possa servire per l'applicazione della legge penale debbano essere compiuti con l'osservanza delle disposizioni del codice di rito.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Ricorda che il processo verbale di constatazione redatto dalla Guardia di finanza, in quanto atto amministrativo extraprocessuale, costituisce prova documentale anche nei confronti di soggetti non destinatari della verifica fiscale.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Tale natura non muta sia che venga acquisito quale atto irripetibile (come ritenuto da una risalente pronuncia, Sez. 3, n. 36399 del 18/05/2011) ovvero quale prova acquisibile ex art. 234 cod.proc.pen. (come affermato in epoca più recente da Sez. 3, n. 6881 del 18/11/2008).
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Tuttavia, qualora emergano indizi di reato, occorre procedere secondo le modalità previste dall'art. 220 citato poiché, altrimenti, la parte del documento redatta successivamente a detta emersione non può assumere efficacia probatoria e, quindi, non sarebbe utilizzabile (Sez.3, n.54379 del 23/10/2018; Sez. 3, n. 15372 del 10/02/2010; Sez. 3, n. 6881 del 18/11/2008).
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Ne consegue che la parte di documento compilata prima dell'insorgere degli indizi, ha sempre efficacia probatoria ed è utilizzabile, mentre non è tale quella redatta successivamente, qualora non siano state rispettate le disposizioni del codice di rito.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Il presupposto per l'operatività dell'art. 220 delle disposizioni di attuazione al codice di procedura penale, cui segue il sorgere dell'obbligo di osservare le disposizioni del codice di procedura penale per assicurare le fonti di prova e raccogliere quant'altro possa servire ai fini dell'applicazione della legge penale, è costituito dalla sussistenza della mera possibilità di attribuire comunque rilevanza penale al fatto che emerge dall'inchiesta amministrativa e nel momento in cui emerge, a prescindere dalla circostanza che esso possa essere riferito ad una persona determinata (Sez. 3, n. 15372 del 10/02/2010; Sez. Un., 28.11.2004, n. 45477; Sez. 2, 13/12/2005, n. 2601).
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Nondimeno, prosegue la Corte di Cassazione, la violazione dell'art. 220 delle disposizioni di attuazione al codice di procedura penale non determina automaticamente l'inutilizzabilità dei risultati probatori acquisiti nell'ambito di attività ispettive o di vigilanza, ma è necessario che l'inutilizzabilità o la nullità dell'atto sia autonomamente prevista dalle norme del codice di rito a cui l'art. 220 rimanda.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Nella specie, il ricorrente ha dedotto la violazione degli artt. 62, 63, comma 2 e 64, cod.proc.pen. quale violazione di norme processuali che avrebbero determinato l'inutilizzabilità degli elementi probatori a sostegno dell'ipotesi accusatoria.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Tale doglianza non è fondata innanzitutto poiché l’inutilizzabilità assoluta, ai sensi dell'art. 63, comma 2, cod. proc. pen., delle dichiarazioni rese da soggetti che fin dall'inizio avrebbero dovuto essere sentiti in qualità di imputati o di persone sottoposte ad indagini richiede che a carico degli stessi risulti l'originaria esistenza di precisi, anche se non gravi, indizi di reità e tale condizione non può automaticamente farsi derivare dal solo fatto che il dichiarante risulti essere stato coinvolto in vicende potenzialmente suscettibili di dar luogo alla formulazione di addebiti penali a suo carico (Sez.1,n. 48861 del 11/07/2018).
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Inoltre, e ciò è dirimente nel caso di specie, le dichiarazioni rese innanzi alla polizia giudiziaria da una persona non sottoposta ad indagini, ed aventi carattere autoindiziante, non sono utilizzabili contro chi le ha rese ma sono pienamente utilizzabili contro i terzi, in relazione ai quali non opera la sanzione processuale di cui all'art. 63, comma 1, cod. proc. pen. (cfr. Sez. 2, n. 5823 del 26/11/2020; Sez.2, n.23594 del 11/06/2020; Sez. 2, n. 30965 del 14/07/2016).
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 28 Apr 2022 09:22:01 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">Cassazione 12004,dichiarazioni dell'indagato,verbale di constatazione</g-custom:tags>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Tutela possessoria ex art. 1168 cpv c.c. nel contratto di concessione tra privati</title>
      <link>https://www.antonioserafini.it/tutela-possessoria-ex-art-1168-cpv-c-c-nel-contratto-di-concessione-tra-privati8e962df8</link>
      <description>Tutela possessoria nel contratto di concessione tra privati.</description>
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  Tribunale di Roma - sez. VII civ., 3.11.2021

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1436450412740-6b988f486c6b.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    La tutela possessoria ex art. 1168 cpv c.c., finalizzata all’accertamento dello “spoglio”, è azionabile anche nell’ambito di un rapporto di diritto privato di tipo continuativo, fondato su un contratto denominato “contratto di concessione per la gestione dell’impianto sportivo xxx presso yyy”, anche se nell’impianto in parola sia montata una struttura avente carattere di temporaneità ai sensi delle disposizioni urbanistiche vigenti.
    
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    Il Tribunale di Roma - sez. VII civ., con provvedimento del 3.11.2021, ha rilevato che “il contratto intercorso tra le parti è la fonte della detenzione qualificata spettante alla parte ricorrente. Tale detenzione qualificata non può cessare per vie di fatto in costanza del rapporto contrattuale”. Si deduce dal provvedimento di cui sopra che i piani rilevanti in una situazione connotata contestualmente dai seguenti elementi:
  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    - contratto di diritto civile tra le parti,

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    - obbligo urbanistico del “concedente”,

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    sono  due e nettamente distinti.

    
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    Da un lato vi è il rapporto di diritto privato, che fa nascere in capo al “concessionario” la detenzione qualificata, sulla cui esistenza si legittima l’azione possessoria di cui all’art. 1168 cpv c.c. Dall’altro vi sono gli obblighi del “concedente”, che eventualmente possono anche essere in parte garantiti mediante il complesso delle clausole del contratto di diritto privato (ad esempio mediante l’obbligo per il “concessionario “ di provvedere direttamente ad alcuni adempimenti, a fronte dell’obbligo del “concedente” di provvedere alla straordinaria manutenzione, propedeutica all’adempimento demandato alla controparte).
    
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    In sostanza,  la tutela possessoria si fonda - come da tempo insegna la Suprema Corte -“sull’accertamento del rapporto contrattuale”; pertanto il giudice di merito “deve necessariamente accertare, al fine di decidere in ordine alla pretesa possessoria, la sussistenza, la validità, l’efficacia e le particolari connotazioni” del rapporto contrattuale stesso (Cass. 17.6.1996 nr. 5555; Cass. 25.6.1994 nr. 6112).
  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/b13d8f2b/dms3rep/multi/WhatsApp+Image+2022-04-28+at+11.15.25.jpeg" length="115205" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 14 Nov 2021 12:02:31 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Tassazione Influencer</title>
      <link>https://www.antonioserafini.it/tassazione-influencer93e7eb23</link>
      <description>In questo articolo si tratta la spinosa questione della tassazione degli influencer.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/md/pexels/dms3rep/multi/pexels-photo-607812.jpeg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      Con il progressivo, anzi rivoluzionario, sviluppo delle attività sul Web, emergono continue esigenze di ricondurre attività nuove o nuovissime negli schemi giuridici costituiti, che invece hanno lenta e difficile evoluzione. Tra queste attività un ruolo evidente è certamente quello delle/degli influencer; figura molto di moda tra i tantissimi naviganti nel web, che si realizza quando una persona viene “seguita” sul web da un certo numero di individui, i follower, appunto.
    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      Si tratta di un’attività che in alcuni casi può diventare anche molto remunerativa. Si pone quindi la necessità di capirne le modalità di tassazione.
    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      L’argomento è piuttosto dibattuto e la stampa comincia a riferire  anche di qualche verifica fiscale, con relativa condanna penale.
    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      E’ una questione che illustra molto bene la “crisi tributaria” degli Stati, che hanno giurisdizione su un territorio bel definito, mentre le attività si spostano sempre più sul piano mondiale, attraverso la rete.
    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      Per inquadrare il fenomeno dobbiamo innanzitutto delimitarlo: la figura degli influencer è molto variegata e fa capo ad un ventaglio di situazioni molto diverse.
    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      Si va da fenomeni ai limiti della legalità (si definiscono influencer personaggi vicini al mondo della prostituzione o della pornografia) per i cui redditi non si pone un problema di tassazione, ma - al limite - di confisca; a figure che - all’opposto - portano ad una modalità di lotta politica e di denuncia, soprattutto in Paesi non democratici, tanto che espressamente la Cassazione cita gli influencer come una categoria di persone che possono chiedere asilo in Italia come rifugiati politici.
    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      Quello che importa ai fini della tassazione è invece tutto il mondo che sta in mezzo ai due detti fenomeni e che riguarda sostanzialmente la pubblicità, o meglio l’influencer marketing, ossia l’attività diretta a connettere un brand ad una comunità - potenzialmente illimitata - di persone, che possono avere una forma di immedesimazione con l’influencer (i suoi follower).
    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      Sul piano civilistico si tratta di un contratto atipico di pubblicità on line, in cui una parte si obbliga, a fronte di un corrispettivo, a promuovere o pubblicizzare uno o più prodotti o servizi sui propri profili social.
    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      Diciamo subito che se il fenomeno non è particolarmente rilevante (il limite di remunerazione è fissato dalle norme tributarie in 5.000 euro) si può parlare di “prestazione occasionale”. In tal caso il guadagno deve essere dichiarato tra i “redditi diversi”, senza particolari ulteriori complicazioni.
    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      Al di sopra di questa somma, i guadagni possono rientrare in diverse categorie reddituali, a seconda di come  e dove in concreto l’attività venga svolta.
    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      Se l’attività viene prestata in Italia e sono italiani sia il committente che l’influencer,  può esserci reddito di lavoro autonomo, di lavoro dipendente o d’impresa (quest’ultimo nel caso l’influencer operi attraverso una propria società oppure un’agenzia).
    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      Lavoro autonomo: quando l’attività viene svolta dalla persona fisica influencer con lavoro prevalentemente proprio, senza vincolo di subordinazione.
    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      Lavoro dipendente: quando l’attività viene svolta con i caratteri della subordinazione (es. l’organizzazione e modalità di svolgimento dell’attività vengono fissate dal committente); in questo caso, anche in presenza di un contratto formalmente di lavoro autonomo, lo stesso può essere riqualificato in rapporto subordinato.
    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      ​
    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;div&gt;&#xD;
        
                        
        Impresa (propria società): si tratta di un rapporto commerciale diretto tra due società, che genera reddito d’impresa, al quale vanno assoggettati tutti i pagamenti percepiti, comprese eventuali royalties.
      
                      &#xD;
      &lt;/div&gt;&#xD;
      &lt;div&gt;&#xD;
        
                        
        Impresa (agenzia): spesso il rapporto con il committente passa attraverso un’agenzia di pubblicità, i cui introiti sono assoggettati a reddito d’impresa (mentre il pagamento della persona fisica influencer viene assoggettato a reddito di lavoro autonomo).
      
                      &#xD;
      &lt;/div&gt;&#xD;
      &lt;div&gt;&#xD;
        
                        
        Impresa estera (società propria o agenzia): se la società dell’influencer o l’agenzia hanno sede all’estero, i compensi sono tassabili in Italia se la società ha in Italia unaStabile Organizzazione e le prestazioni sono rese in Italia ( le royalties sono soggette a ritenuta valla fonte in Italia se il committente è sostituto d’imposta in Italia).
      
                      &#xD;
      &lt;/div&gt;&#xD;
      &lt;div&gt;&#xD;
        
                        
        Ma esiste anche un’altra modalità di guadagno, che si realizza quando il rapporto tra committente della pubblicità e influencer sia gestito dal titolare del social media: è il caso ad esempio del programma “Partner” di YouTube.
      
                      &#xD;
      &lt;/div&gt;&#xD;
      &lt;div&gt;&#xD;
        
                        
        Infatti Youtube consente a determinate aziende e a youtuber che abbiano raggiunto specifici requisiti dimensionali, in termini di followers, di generare un’ulteriore modalità di prestazioni pubblicitarie a fronte di remunerazione. In tal caso le pubblicità visualizzate in tutti i video realizzati dal youtuber/influencer generano compensi per il creatore stesso, determinati in appositi listini;
      
                      &#xD;
      &lt;/div&gt;&#xD;
      &lt;div&gt;&#xD;
        
                        
        compensi che dovranno essere dichiarati e tassati con le modalità viste sopra. In questo caso, però, si possono immaginare difficoltà di verifica fiscale e accertamento, finché i vari social media non saranno obbligati ad aprire una sede in Italia.
      
                      &#xD;
      &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 31 Oct 2021 08:53:34 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>REATI TRIBUTARI E CONFISCA DI PREVENZIONE IN CAPO ALL’IMPRENDITORE DI FATTO</title>
      <link>https://www.antonioserafini.it/reati-tributari-e-confisca-di-prevenzione-in-capo-allimprenditore-di-fatto1067e335</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  Cassazione Penale, sent. Sez. 6 nr. 14857/2021, Pres. Mogini, Rel. Paternò Raddusa, ud. 17.2.21.  


                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1621378864046-0122e4a415a5.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      In caso di reati tributari commessi da società, il cui profitto - superando lo schermo societario - sia 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      attribuito a un terzo ritenuto dominus effettivo dell’attività economica, l’irrogazione della confisca 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      di prevenzione nei confronti dello stesso dominus presuppone che sia stata dimostrata la 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      sproporzione tra la disponibilità a qualunque titolo di beni del dominus, acquistati o incrementati 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      in tempi coincidenti con l’evasione, ed il corrispondente reddito complessivamente attribuibile ad 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      esso, ivi compresi i redditi formalmente maturati in capo alle società-schermo.

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      Le norme rilevanti sono le seguenti:

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      a. Fattispecie di evasione di cui al D.lgs. n. 74 del 2000; a tal proposito la Suprema Corte
    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      precisa che non si devono distinguere le ipotesi di dichiarazione infedele (art. 4) da quelle 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      sicuramente più gravi di dichiarazione fraudolenta (art. 2 e 3), perché anche nel caso di 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      dichiarazione infedele il reddito prodotto dall’autore del reato, pur essendo di origine lecita,

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      diviene comunque illecito nel momento della dichiarazione infedele, e quindi “lascia 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      immutato il disvalore comunque sotteso all’accumulazione garantita dall’evasione di 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      imposta, realizzata oltre le soglie di punibilità previste ex lege”.
    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      b.Articolo 1, lettera b) del D.lgs. n. 159 del 2011 (codice antimafia): “I provvedimenti previsti
    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      dal presente capo si applicano a ...  coloro che per la condotta ed il tenore di vita debba 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      ritenersi, sulla base di elementi di fatto, che vivono abitualmente, anche in parte, con i 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      proventi di attività delittuose;

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      c.Articolo 24 del D.lgs. n. 159 del 2011 (codice antimafia): “ il Tribunale dispone la confisca
    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      dei beni sequestrati di cui la persona nei cui confronti è instaurato il procedimento non 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      possa giustificare la legittima provenienza e di cui, anche per interposta persona fisica o 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      giuridica, risulti essere titolare può avere la disponibilità a qualsiasi titolo in valore 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      sproporzionato al proprio reddito dichiarato ai fini dell’imposta sul reddito, o alla propria 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      attività economica, nonché dei beni che risultino essere frutto di attività illecite o ne 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      costituiscano il reimpiego. In ogni caso il proposto non può giustificare la legittima 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      provenienza dei beni adducendo che il denaro utilizzato per acquistarli sia provento o 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      reimpiego dell’evasione fiscale”.

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      La Cassazione, con la sentenza in commento precisa i termini, i limiti e le modalità da seguire per 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      poter correttamente applicare la confisca di prevenzione, prevista dal codice antimafia, che si 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      sostanzia in una misura patrimoniale a vocazione definitiva adottata all’esito di un giudizio, che 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      solitamente, ma non necessariamente, prende avvio con l’adozione della misura provvisoria ed 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      anticipatoria del sequestro.

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      Nella sentenza viene richiamata e ribadita l’importanza del principio, ormai consolidato, del 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      riferimento “temporale” della pericolosità, nel senso che sono suscettibili di confisca soltanto i beni

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      acquistati nell’arco di tempo in cui si è manifestata la pericolosità sociale (cassazione S.U., Sentenza

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      n. 4880 del 26 giugno 2014); principio peraltro considerato dalla stessa Corte Costituzionale 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      espressione della ragionevolezza e della proporzione della confisca di prevenzione (sentenza n. 4 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      del 2019).

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      Su un piano generale, l’iter logico da seguire per la corretta applicazione della misura in argomento

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      si articola pertanto nei seguenti passaggi logico-temporali:

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      -Identificazione del momento iniziale della pericolosità; tale passaggio riveste un’importanza
    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      fondamentale, perché la misura della confisca può riguardare solo beni acquisiti nel 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      contesto cronologico di espressione della pericolosità sociale o in tempi comunque 
      
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
                      
      contigui; con la precisazione che in questo secondo caso  è necessario un ulteriore onere
    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      argomentativo e probatorio, per giustificare l’attrazione dei beni acquisiti in tempi 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      successivi, seppur contigui, nell’ambito della confisca;

      
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      -Ricostruzione dell’entità dell’accumulazione illecita derivante da reato; in tale passaggio
    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      vanno ricompresi non solo i beni interamente acquistati, ma anche le utilità fatte oggetto di 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      mero incremento di valore, realizzate con le risorse illecite accumulate nel periodo di 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      pericolosità sociale; con riferimento agli incrementi, si pone comunque l’onere di verificare 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      il loro peso relativo, in rapporto al valore complessivo dell’utilità;

      
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      -Individuazione delle utilità da confiscare, indipendentemente dalla  circostanza che siano
    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      formalmente intestate al soggetto proposto ovvero siano a qualsiasi titolo nella sua 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      disponibilità. 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      Chiarito il quadro generale di riferimento, la Cassazione si occupa poi del caso particolare della 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      ricostruzione della “sproporzione” tra la disponibilità di beni rispetto al reddito del soggetto 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      proposto, con riferimento alle ipotesi in cui le risultanze processuali abbiano accertato che 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      l’evasione fiscale rilevata sia riconducibile in realtà ad un “imprenditore occulto”, che abbia agito 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      come dominus dell’attività economica, con lo schermo di una o più società di capitali, solo 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      formalmente titolari della detta attività e responsabili della conseguente evasione fiscale.

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      In tale fattispecie, rimarca la Suprema Corte, ai fini del giudizio di sproporzione, il raffronto del 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      valore dei beni acquisiti va fatto non solo con il reddito formalmente in capo al “dominus”, ma 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      anche con il reddito “lecito” (non oggetto di evasione) prodotto dalle società-schermo e 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      sostanzialmente da considerare in capo al dominus di fatto. 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      Soltanto nel caso in cui il valore dei beni acquisiti sia sproporzionato rispetto al reddito 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      dell’imprenditore occulto sommato al reddito “lecito” delle società schermo,  si potrà applicare la 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      confisca di prevenzione.

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      Nel caso di specie, nei precedenti gradi di giudizio sulla misura della confisca non si era tenuto 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      conto dei redditi non evasi prodotti dalle società-schermo: di qui l’annullamento del decreto 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      impugnato e il rinvio ad altra sezione della Corte di appello competente. 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      Va infine segnalato un ulteriore aspetto: la irrilevanza nella materia in argomento di un eventuale 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      accertamento con adesione. Infatti, a giudizio della S.C., “l’accertamento con adesione, in linea di 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      principio, lascia inalterato l’illecito penale sintomatico della pericolosità sociale: il recupero di 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      imposta che garantisce, neutralizza solo ex post, e tardivamente, l’accumulazione patrimoniale 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      illecita in origine favorito dall’evasione, destinata a fotografare, in termini non più reversibili, 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      un’abitudine al sostentamento economico, laddove riscontrata in termini di decisiva sensibilità, 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      legata alla riscontrata azione illecita”.

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      Sull’argomento sarebbe forse necessario un compiuto approfondimento, soprattutto alla luce 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      dell’evoluzione normativa in materia di reati tributari: le recenti riforme hanno infatti dato grande 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      rilevanza agli istituti conciliativi, ed in primo luogo all’accertamento con adesione, proprio 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      nell’ambito del processo penale tributario ed in particolare sotto il profilo dell’estinzione del reato 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      o comunque della diminuzione delle pene.
    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Di seguito il link alla sentenza- 
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    Cass. 2021 confisca pericolosità
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1597824707484-9c3a77c8c195.jpg" length="280563" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 27 Jun 2021 10:36:29 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.antonioserafini.it/reati-tributari-e-confisca-di-prevenzione-in-capo-allimprenditore-di-fatto1067e335</guid>
      <g-custom:tags type="string">reati,tributari</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1597824707484-9c3a77c8c195.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La cassazione (sent. 11620/2021) spinge la frode fiscale verso il patteggiamento senza previo pagamento del debito</title>
      <link>https://www.antonioserafini.it/la-cassazione-sent-11620-2021-spinge-la-frode-fiscale-verso-il-patteggiamento-senza-previo-pagamento-del-debitoee587c9d</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1436450412740-6b988f486c6b.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    Il ricorso ai riti alternativi è uno degli aspetti più controversi del diritto penale tributario: sconta 

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    infatti tutte le oscillazioni, talvolta “umorali”, del Legislatore in tema di repressione penale e di lotta

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    all’evasione. Il risultato è un quadro normativo per nulla lineare, che la giurisprudenza deve 

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    dipanare. 

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    La sentenza della Corte di  Cassazione penale, Sez. 3°, nr. 11620 del 2021, affronta il tema del 

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    patteggiamento per i reati di omesso versamento (art. 10 bis, 10 ter e 10 quater co. 1 del D.Lgs. 10 

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    marzo 2000 n. 74), infedele e omessa dichiarazione (art. 4 e 5 dello stesso D.Lgs. 10 marzo 2000 n. 

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    74, cui dal 25.12.2019 si sono aggiunti anche l’art. 2 e art. 3, dichiarazioni fraudolente)  è 

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    interessante perché consolida l’orientamento favorevole alla possibilità di patteggiamento senza il 

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    preventivo pagamento del debito tributario.

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    Le norme rilevanti sono gli art. 13 (Causa di non punibilità. Pagamento del debito tributario) e 13 

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    bis (Circostanze del reato) del D.Lgs. 10 marzo 2000 n. 74. 

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    L’art. 13 stabilisce che il pagamento del debito, anche a seguito di speciali procedure conciliative, di

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    adesione o di ravvedimento operoso, comporta la non punibilità, distinguendo:

    
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    -Reati di omesso versamento (art. 10 bis, 10 ter e 10 quater co. 1), quando il debito venga
  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    estinto prima dell’apertura del dibattimento di primo grado;

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
    -Reati dichiarativi (art 4 e 5, omessa o infedele dichiarazione, cui dal 25.12.2019 si sono
  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    aggiunti anche l’art. 2 e 3, dichiarazioni fraudolente): solo quando il debito venga estinto 

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    prima che l’autore abbia avuto formale conoscenza di qualunque attività di accertamento 

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    amministrativo o penale.

    
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    L’art. 13 bis disciplina, per quel che qui interessa, due aspetti.

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    Al primo comma prevede una circostanza attenuante quando, fuori dai casi di non punibilità, il 

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    debito venga estinto mediante il pagamento, anche a seguito di speciali procedure conciliative, di 

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    adesione, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado. Naturalmente la 

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    circostanza attenuante in argomento non è applicabile al casi di omesso versamento, perché in tali 

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    casi si è già realizzata la non punibilità; ma potrebbe applicarsi ai reati dichiarativi, dopo che 

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    l’autore abbia avuto formale conoscenza dell’inizio dell’accertamento e prima dell’apertura del 

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    dibattimento.

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    Al secondo comma, con espressione infelice, si subordina per tutti i reati tributari l’accesso al 

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    patteggiamento (art. 444 cp):

    
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    -alla ricorrenza della “circostanza di cui al comma 1” (attenuante);
    
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    -“nonché il ravvedimento operoso”;
    
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    -“fatte salve le ipotesi di cui all’art. 13, commi 1 e 2” (quindi mantenendo la distinzione tra
  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    reati di omesso versamento e tutti i reati dichiarativi, con o senza frode).

    
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    Quest’ultima locuzione appare pleonastica sul piano concreto, perché evidentemente:

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    a) per i reati di omesso versamento, il pagamento del debito comporta la non punibilità, rendendo 

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    superflui sia l’attenuante che il patteggiamento;

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    b) per i reati dichiarativi il patteggiamento dovrebbe essere ammesso - attenendosi solo ad un dato

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    strettamente letterale - a seguito di integrale pagamento, quando quest’ultimo intervenga dopo la 

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    formale conoscenza da parte dell’autore del reato dell’inizio di un accertamento amministrativo o 

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    penale; qualora invece il pagamento venisse effettuato prima di tale conoscenza, si realizzerebbe la

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    causa di non punibilità. 

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    Sulla condizione del pagamento del debito per l’ammissione al patteggiamento, la giurisprudenza 

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    di legittimità non è univoca, essendosi formati due distinti orientamenti.
  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    ​
    
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      Il primo orientamento, più strettamente legato alla lettera della legge e segnatamente al comma 2 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      dell’articolo 13 bis, afferma che per i reati dichiarativi - diversamente che per gli omessi versamenti

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      - la causa di non punibilità  è subordinata al pagamento prima dell’inizio dell’attività di 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      accertamento, concludendo che, ove non sia avvenuto detto pagamento “anticipato”, non si può 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      accedere al patteggiamento senza il previo pagamento del debito tributario (Cass. 47287/19; Cass. 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      26529/20)

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      Il secondo e prevalente orientamento, cui si ricollega espressamente la sentenza citata (nr. 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      11620/2021), fa leva invece su un’interpretazione sistematica, per cui “o l’imputato provvede ... al 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      pagamento del debito”, nei termini diversi previsti per le differenti fattispecie, “ovvero non 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      provvede ad alcun pagamento, restando in tal modo logicamente del tutto impregiudicata la 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      possibilità di richiedere ed ottenere l’applicazione della pena per i medesimi reati” (Cass. 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      38684/18; Cass. 48029/19; Cass. 10800/19; Cass. 7415/21). Alle stesse conclusioni, per tutti i reati 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      dichiarativi, anche con frode,  giunge il Massimario della Suprema Corte, nella Relazione sulle 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      novità normative recate dalla legge 19.12.19 nr. 157, di conversione del DL 26.10.19, nr. 124 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      (Relazione nr. 3/20 del 9.1.2020).
      
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        &lt;a href="https://www.ateneoweb.com/aw/sentenze/Cass_11620_2021.pdf" target="_blank"&gt;&#xD;
          
                          
        Leggi la sentenza
      
                        &#xD;
        &lt;/a&gt;&#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1436450412740-6b988f486c6b.jpg" length="441594" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 11 Apr 2021 09:02:51 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.antonioserafini.it/la-cassazione-sent-11620-2021-spinge-la-frode-fiscale-verso-il-patteggiamento-senza-previo-pagamento-del-debitoee587c9d</guid>
      <g-custom:tags type="string">cassazione</g-custom:tags>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>LA CESSIONE DI CREDITO A SCOPO DI CONTROGARANZIA</title>
      <link>https://www.antonioserafini.it/la-cessione-di-credito-a-scopo-di-controgaranzia2c39a068</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1454165804606-c3d57bc86b40.jpg" alt="c" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    Le aziende italiane, salvo che non rientrino nei settori che tutto sommato

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    sono stati beneficiati dall’attuale congiuntura, stanno attraversando una

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    “tempesta perfetta” sotto gli occhi di tutti.

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    Uno dei aspetti più critici che l’imprenditore deve affrontare è il ricorso al

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    finanziamento bancario, diventato estremamente difficile per vari motivi,

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    tra cui la tenaglia costituita dagli effetti congiunti delle rigidissime norme

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    introdotte per disciplinare ed arginare gli abusi del sistema finanziario e

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    dall’improvvisa esplosione della pandemia. Il risultato è la persistente

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    difficoltà ad ottenere dal sistema bancario sia il finanziamento vero e

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    proprio, sia altre prestazioni accessorie.

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    Ciò comporta, tra i tanti effetti, anche una difficoltà per l’impresa a

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    prestare garanzia   nell’ambito dei contratti di produzione o di appalto,

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    soprattutto in ambito transfrontaliero. 

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    Tuttavia l’imprenditore che abbia un adeguato volume di attività può

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    ricorrere   a   strumenti   previsti   dall’ordinamento,   come   ad   esempio   la

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    cessione di credito a scopo di garanzia. 

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    In particolare, l’imprenditore  può ottenere da un altro soggetto (ad es. un

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    partner commerciale) la fidejussione su proprie prestazioni contrattuali,

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    fornendo al contempo al proprio garante una “controgaranzia” costituita

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    da propri crediti vantati nei confronti di soggetti terzi, non ancora liquidi

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    ed esigibili.

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    Si   tratta   di   un   istituto   ampiamente   riconosciuto   anche   dalla

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    giurisprudenza (si veda tra le tante Cass. Ord. Nr. 10092 del 28.5. 2020,

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    che   rimanda   anche   ai   principi   stabiliti   in   Cass.   4796/2001   e   Cass.

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    3797/1999) 

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    Infatti, la cessione del credito può avere una causa variabile e quindi può

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    perseguire anche una funzione esclusiva di garanzia. Come la cessione

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    ordinaria   (datio   in   solutum),   produce	
  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    l’effetto   traslativo   del   diritto   di

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    credito, che passa dal patrimonio del cedente a quello del cessionario. 

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    Diversamente   dalla   cessione   solutoria,   però,   la   cessione   a   scopo   di

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    garanzia   (cessio   in   securitatem)   non   ha   lo   scopo   di   estinguere

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    un’obbligazione ma di rafforzarne un’altra.

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    Pertanto:

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    - 
  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    il cessionario è legittimato ad azionare sia il credito originario sia

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    quello ceduto in garanzia;

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    - 
  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    qualora   si   verifichi   l'estinzione   dell'obbligazione   garantita

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    (originaria), il credito  ceduto a scopo  di garanzia, nella stessa

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    quantità,	
  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    si ritrasferisce automaticamente nella sfera giuridica del

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    cedente	
  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    (con un meccanismo analogo a quello della condizione

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    risolutiva).

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    Riportiamo di seguito una bozza di contratto di cessione di credito a

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    scopo   di   garanzia,   riferito   alla   opportunità   di   controgarantire   la

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    fidejussione prestata da un terzo nell’ambito di un contratto di appalto in

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
    capo al cedente del credito.

  
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  CONTRATTO DI CESSIONE DI CREDITO A SCOPO DI GARANZIA

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          tra

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          xxxxxxxxxxxxx 	
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
           (C.F. e P.IVA 000000000000),	
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          con sede legale in xxxxxxx

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          xxxxxx xxxx,  	
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          rappresentata da Xxxxxx Xxxxxxx, munito dei necessari

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          poteri per concludere il presente accordo, nato a xxxxx(xx) il xx/xx/xxxx,

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          nella qualità di Amministratore xxxxx (di seguito, la 	
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          Cedente	
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          )

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          e

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          XXXXXXXXXXX	
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
            –   (C.F.   e   P.IVA   000000000)   in   persona   del   legale

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          rappresentante XXXXXXX, con sede in XXXX, Via xxxxxxxx (	
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          di seguito, la

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          Cessionaria	
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          )

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          di seguito, entrambe denominate le 	
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          Parti

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          Premesso  che

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          a) 
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          - 
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
            La Cedente ha concluso un contratto di xxxxxx con XXXXXX -

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          ......, avente ad oggetto ................;

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          b) 
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          Nell’ambito   del   suddetto   appalto   è   prevista   la   prestazione   di

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          garanzie come di seguito descritte:

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          - 
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          ... 
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          .

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          - 
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          ... 
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          .

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          c) 
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          La Cessionaria si è dichiarata disponibile a prestare in favore della

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          cedente le garanzie di cui sopra, a fronte di idonea controgaranzia;

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          d) 
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          La Cedente si è resa a tal fine disponibile a cedere pro solvendo

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          parte della posizione creditoria nei confronti delle società clienti di

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          cui all’allegato elenco, al fine di prestare la controgaranzia di cui

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          alla lettera c) che precede;

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          e) 
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          La Cessionaria si è dichiarata disponibile ad acquistare il Credito

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          Ceduto al fine di cui sopra.

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          Tutto ciò premesso, si conviene e si pattuisce quanto segue.

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          1. - 
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          Premesse e allegati

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          Le premesse e gli allegati costituiscono parte integrante ed essenziale del

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          presente atto.

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          2. -Oggetto

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          La Cedente cede pro solvendo alla Cessionaria, che accetta,  il Credito

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          ammontante   a   ...............€,   vantato   nei   confronti   della/e   società

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          riportata/e in allegato, con l’indicazione delle relative scadenze.

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          Ai sensi dell’art. 1262 c.c. la Cedente si impegna a consegnare alla

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          Cessionaria i documenti costitutivi e probatori  del Credito Ceduto; si

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          impegna,   inoltre,   a   sottoscrivere   qualsiasi   atto,   lettera   o   documento

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          necessario o utile per far incassare alla Cessionaria il Credito Ceduto per

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          sorte, interessi e accessori.

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          La notifica al Debitore Ceduto avverrà a cura e spese della Cedente. La

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          Cedente si impegna a collaborare affinché il destinatario della notifica

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          prenda debita nota degli elementi essenziali e costitutivi della intervenuta

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          cessione.

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          3. – 
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          Durata
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          ​
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
      &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;/div&gt;&#xD;
      &lt;div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          Il presente atto di cessione di crediti a scopo di garanzia avrà validità

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          dalla data della sottoscrizione fino alla data di scadenza delle garanzie di

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          cui in premessa, senza necessità di ulteriori comunicazioni. 

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          4. - 
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          Dichiarazioni e garanzie

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          Il cedente dichiara e garantisce che i crediti ceduti in garanzia:

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          A) 
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          Sono nella sua piena titolarità e disponibilità;

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          B) 
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          Non sono sottoposti ad alcun divieto di cessione contrattualmente

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          previsto;

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          C) 
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          Non   sono   soggetti   a   pignoramento,   sequestro   altro   vincolo   di

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          qualsivoglia natura;

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          D) 
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          Non sono oggetto di contestazione alcuna;

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          5 - 
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          Pagamenti e termini

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          In caso di escussione della fideiussione/garanzia da parte dell’appaltante,

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          i crediti ceduti dovranno essere pagati dal debitore ceduto mediante

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          bonifico bancario sul conto corrente intestato a xxxxxx, codice iban: .....

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          6 - spese e oneri fiscali

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          Tutte le spese e gli oneri del presente atto sono a carico della Cedente.

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          7. - 
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          Legge applicabile Foro competente

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          Il presente Atto è soggetto alla legge Italiana. 

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          Per ogni eventuale controversia relativa sarà esclusivamente competente

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          il Foro di Xxxxxxxxx.

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          Letto, confermato e sottoscritto.

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          Xxxxxx, lì xx/xx/2021

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          &lt;br/&gt;&#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
      &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1454165804606-c3d57bc86b40.jpg" length="346237" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 11 Mar 2021 18:10:33 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.antonioserafini.it/la-cessione-di-credito-a-scopo-di-controgaranzia2c39a068</guid>
      <g-custom:tags type="string">cessione,di,credito</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1454165804606-c3d57bc86b40.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>RITENUTA SULLE PROVVIGIONI AD AGENTI NON RESIDENTI</title>
      <link>https://www.antonioserafini.it/ritenuta-sulle-provvigioni-ad-agenti-non-residenti091f5117</link>
      <description>Ritenuta sulle provvigioni ad agenti non residenti, la materia è regolata dal comma 8 dell’art. 25 bis del DPR 600/1973.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp-cdn.multiscreensite.com/b13d8f2b/dms3rep/multi/business-analysis-idea-concept.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      La materia è regolata dal comma 8 dell’art. 25 bis del DPR 600/1973.

      
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      Preliminarmente si deve rilevare che l’art. 25 bis è stato introdotto per rendere più sicuro il 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      prelievo fiscale in caso di rapporti di commissione, di agenzia, di mediazione, di rappresentanza di 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      commercio e di procacciamento di affari. 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      Si tratta di una norma derogatoria all’ordinario impianto fiscale-civilistico sottostante: infatti i 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      redditi in parola sono riconducibili all’attività d’impresa (combinato disposto art. 55 TUIR e art. 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      2195 CC) e quindi dovrebbero essere in teoria estranei al meccanismo delle ritenute. 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      L’art. 25 bis non comporta una diversa classificazione di tali redditi ma si limita a disciplinare la 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      modalità di riscossione, attraverso il meccanismo della ritenuta alla fonte.

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      I redditi conseguiti da agenti non residenti sono imponibili solo in caso di:

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      a.un’attività esercitata in Italia,
    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      b.mediante una Stabile Organizzazione (SO).
    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      In tal caso è pacifica l’applicazione della ritenuta alla fonte disciplinata dai primi sette commi 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      dell’art. 25 bis.

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      In mancanza dei suddetti requisiti, quindi in caso di attività esercitata all’estero senza una SO, non 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      si avrebbe imponibilità e quindi non sorgerebbe l’obbligo di ritenuta.

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      In tema di rapporti internazionali rivestono particolare importanza le “convenzioni contro le doppie

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      imposizioni”, che disciplinano appunto una sorta di “spartizione” tra lo stato del committente (“ 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      stato fonte” ) e quello di residenza del percettore estero. Normalmente vengono previste delle 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      “ritenute convenzionali” da parte dello stato fonte, che danno luogo al rimborso della differenza 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      rispetto all’aliquota prevista nello stato estero di residenza dell’agente.

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      Ma si deve precisare che si tratta appunto di “doppia imposizione” e quindi di operazioni imponibili

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      sia all’estero che in Italia (dove, come abbiamo visto, per l’imponibilità è richiesta l’attività in Italia e

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      la SO).

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      In materia di applicazione delle convenzioni contro la doppia imposizione sono state emanate 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      alcune Risoluzioni (vincolanti quindi solo nel caso di specie trattato), tra cui la n. 68/E del 24.5.2000

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      e la successiva n. 183/E del 24.9.2003, rispettivamente in tema di Convenzione con gli Stati Uniti e 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      con la Francia.

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      Il Fisco, nelle dette risoluzioni, precisa che l’applicazione della ritenuta convenzionale (minore di 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      quella legale) è una facoltà e non un obbligo del sostituto, che il medesimo esercita sotto la propria

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      responsabilità e dietro presentazione di una documentazione attestante l’esistenza dei requisiti 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      richiesti dalla Convenzione:

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      -certificazione di residenza rilasciata dalla competente autorità fiscale estera,
    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      -dichiarazione di essere l’effettivo beneficiario delle somme,
    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      -non avere stabili organizzazioni in Italia.
    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      Inoltre le istruzioni per la compilazione della Certificazione Unica 2020, confermando le precedenti 

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      versioni, al capitolo VII (istruzioni per il sostituito d’imposta - compilazione dati fiscali, previdenziali

    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      e assistenziali - certificazione lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi - pag. 71) hanno il 
    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
      ​
    
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;/div&gt;&#xD;
      &lt;div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          seguente tenore: ...”Se il percipiente è un soggetto non residente, il sostituto d’imposta deve 

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          indicare al punto 5 le somme non assoggettate a ritenuta in quanto ha applicato direttamente le 

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          convenzioni internazionali per evitare la doppia imposizione sui redditi. In tal caso il sostituto 

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          d’imposta deve conservare ed esibire o trasmettere, a richiesta dell’agenzia delle entrate, il 

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          certificato rilasciato dal competente ufficio fiscale estero, attestante la residenza del percipiente, 

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          nonché la documentazione comprovante l’esistenza delle condizioni necessarie per fruire del 

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          regime convenzionale. Nel caso in cui esista un modello convenzionale, quest’ultimo, debitamente 

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          compilato, sostituisce la predetta documentazione.”
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
      &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 27 Jan 2021 22:16:24 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.antonioserafini.it/ritenuta-sulle-provvigioni-ad-agenti-non-residenti091f5117</guid>
      <g-custom:tags type="string">Provvigioni</g-custom:tags>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>CHIEDERE I DANNI ALLA BANCA POPOLARE DI BARI</title>
      <link>https://www.antonioserafini.it/chiedere-i-danni-alla-banca-popolare-di-bari01f3aab2</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1563013544-824ae1b704d3.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    I risparmiatori traditi dalla Banca Popolare di Bari devono rapidamente correre ai ripari se vogliono recuperare - almeno in parte - i danni subiti.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Il primo passo è chiedere alla banca copia dei documenti relativi all’acquisto delle azioni fino a 10 anni indietro al solo costo di fotocopia, così come recita l’art. 119 del TUB; in caso di violazione di tale obbligo la banca può essere costretta dal Tribunale a consegnare la documentazione ed a pagare una penale per ogni giorno di ritardo nella consegna.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Una volta ottenuti i documenti, si potranno verificare le eventuali violazioni da parte della Banca e procedere con l’azione legale. Alcune violazioni sono state già accertate dalla magistratura: Titoli illiquidi, violazioni sul mercato di negoziazione interno, violazioni sui questionari Mifid e violazioni sul pricing.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Sono queste infatti le violazioni contestate da Consob nel 2018, e confermate dalla Corte di Appello di Bari nel 2019 con tre distinte sentenze, alla Banca Popolare e diversi componenti del Cda nel periodo 2012-2016.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Si legge, a proposito della 
    
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      natura illiquida dei titoli e delle omesse informazioni da parte della banca
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
     che: “
    
                    &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
                      
      Tempi medi per la vendita delle azioni, indicati in 70,4 giorni, erano certamente incompatibili con la pronta liquidità delle azioni” cui si aggiunge che “una completa ed adeguata informazione non avrebbe potuto prescindere dall'inserimento di intervalli di prezzo più bassi emersi nelle perizie di Deloitte relative agli anni 2014 e 2015, con effetto benefico per gli investitori, indotti ad una maggiore e migliore ponderazione sulla convenienza degli investimenti”.
    
                    &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
                      
      Anche il sistema interno di vendita delle azioni, quello antecedente al 2017, il cd “borsino”, come denunciato dalla associazioni in tempi non sospetti, è risultato inidoneo ad assolvere alla funzioni per le quali avrebbe dovuto operare. Sempre la CDA sentenzia: “il sistema di scambio interno alla banca, cui la stessa fa rifermento, non presentava i requisiti minimi secondo la direttiva MIFID I (2004/39/CE) per essere qualificato come mercato non regolamentato, nel quale come emerge dal rapporto ispettivo della Banca d’Italia del 21.03.17 avrebbe potuto includersi i MTF
    
                    &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
    
                    
    ”
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
     Molto più severa, se possibile, è la sentenza della Corte di Appello sulle 
    
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      procedure di profilazione degli utenti
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
    : 
    
                    &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
                      
      La violazione in oggetto, come si desume dall'atto di accertamento Consob riguarda in primo luogo la profilatura dei clienti, attuata mediante utilizzo di questionari. Il risultato di tale modalità di elaborazione delle informazioni fornite dal cliente costituito dal fatto che l'obiettivo di investimento conservativo era associato a soli n. 300 investitori, a fronte di n. 26.000 clienti  (piú della metà del totale) che  aveva  dichiarato espressamente di voler proteggere il capitale investito.
    
                    &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
     La violazione n. 1, poi, si estende anche al tema della 
    
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      profilatura dei prodotti
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
    , poiché
    
                    &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
                      
      : in virtù della policy adottata, sia in epoca anteriore a ottobre 2015  sia in epoca successiva, la classificazione, sotto il profilo del rischio, sia delle azioni sia delle obbligazioni di propria emissione (BPB), è risultata inappropriata, soprattutto se raffrontata con analoghi prodotti di Banche quotate in borsa e incluse nel paniere principale del mercato italiano.  Tuttavia, come correttamente rilevato tale modalità operativa, in difetto di presidi idonei ad assicurare certezza della data di ricezione dell'ordine di vendita, non garantiva l'oggettivo rispetto della  priorità temporale degli  ordini, e, per un verso, offriva il destro ad impieghi distorti e, per altro verso, avrebbe potuto pregiudicare la possibilità di esecuzione dell'ordine stesso nel corso di una delle aste svoltesi nel frattempo
    
                    &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
    
                    
    ”
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
     Da ultimo, la violazione sul
    
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
       prezzo dell’azione
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
    : “
    
                    &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
                      
      nonostante l'articolata analisi operata dall'advisor, il consiglio di amministrazione di BPB (con la supina adesione  del collegio sindacale e l'inerzia delle funzioni di controllo interno) ha stabilito, per ciascun anno del triennio in considerazione, il prezzo delle azioni senza adeguata motivazione, omettendo ogni analisi delle relazioni di Deloitte in ordine ai metodi considerati, alle scelte operate e alle assunzioni poste a base dei metodi prescelti e ai relativi risultati (cfr, par. 4 dell'atto di accertamento
    
                    &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
    
                    
    )”.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
     Le succitate violazioni, tuttavia, sembrano affondare le radici anche in anni precedenti, già dal 2008/2009: sulla base dei documenti che i risparmiatori presentano ad 
    
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      Adusbef
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
    , infatti, le errate profilazioni, le errate informazioni sulla natura dei titoli si spingono anche oltre il limite temporale indicato.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Sono centinaia i casi di risparmiatori che già nel 2008/2009 avevano acquistato titoli BPB e si sono ritrovati nelle categorie individuate dalla Corte di Appello di Bari.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1563013544-824ae1b704d3.jpg" length="95949" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 31 Dec 2019 12:31:00 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.antonioserafini.it/chiedere-i-danni-alla-banca-popolare-di-bari01f3aab2</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1563013544-824ae1b704d3.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>CONCORDATO IN BIANCO E PREDEDUZIONE DEI CREDITI PROFESSIONALI FUNZIONALI ALLA PROCEDURA  </title>
      <link>https://www.antonioserafini.it/concordato-in-bianco-e-prededuzione-dei-crediti-professionali-funzionali-alla-procedura048a2c6f</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/dmip/dms3rep/multi/laptop-infographic.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          Il c. d. concordato “in bianco”, anche detto “con riserva” è stato introdotto nel nostro ordinamento dal D.L.

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          22 giugno 2012, nr. 83 e più volte modificato nel tempo, fino ad essere poi ricompreso, con regole

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          ulteriormente riformate, nel nuovo codice della crisi d’impresa.

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          Nelle intenzioni del legislatore, l’istituto dovrebbe consentire all’impresa in difficoltà di definire in tempi

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          ragionevoli i termini della proposta e del piano per accedere ad un concordato preventivo, tenendo al

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          contempo il patrimonio aziendale al riparo da iniziative di singoli creditori.

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          Si è trattato comunque di un istituto molto “divisivo” nelle interpretazioni di dottrina e giurisprudenza, che

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          da un lato ha effettivamente dato luogo ad abusi e da altro lato ha scontato una sorta di pregiudizio

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          ideologico nei confronti delle procedure fallimentari c.d. minori.

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          In questa sede ci proponiamo di fornire una rassegna delle varie pronunce di legittimità che costituiscono

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          l’orientamento prevalente, favorevole alla prededucibilità dei crediti dei professionisti che assistono il

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          debitore nella procedura diretta all’omologa di un concordato preventivo, scaturente da una domanda “in

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          bianco”. 

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          La norma rilevante è l’articolo 111 co. 2 della LF, che considera “prededucibili” - e come tali soddisfatti con

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          preferenza rispetto agli altri - i crediti sorti “in occasione o in funzione delle procedure fallimentari” di cui

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          alla Legge Fallimentare. Ciò, naturalmente rileva soprattutto quando il concordato non vada a buon fine ed in

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          seguito sopraggiunga il fallimento. La ratio è individuabile nell’intento del legislatore di favorire il ricorso al

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          concordato preventivo.

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          Va detto che sul punto la giurisprudenza non è completamente uniforme, anche se la Suprema Corte ha negli 

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          ultimi cinque anni elaborato un indirizzo che può considerarsi di gran lunga prevalente, che di seguito 

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          passeremo ad illustrare brevemente.

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          L’altro indirizzo interpretativo,  decisamente minoritario in Cassazione e con maggiore appeal nelle Corti di 

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          merito, sostiene che per potersi attribuire la prededuzione ai crediti di cui trattiamo è necessario effettuare un

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          giudizio ex ante sull’utilità per la massa dei creditori e comunque sull’ammissibilità - sempre ex ante - della 

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          proposta concordataria. 

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          Per quanto riguarda l’indirizzo prevalente, la Cassazione dal 2014 ha intrapreso un percorso evolutivo volto 

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          ad affrancare la categoria dei crediti prededucibili in ragione del loro carattere funzionale dal presupposto di 

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          un controllo giudiziale sulla loro utilità (sent. N. 5098/14; n. 6031/14; 19013/14).

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          Numerose successive sentenze della Cassazione hanno ulteriormente precisato il concetto:

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          - 
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          sentenza n. 280/2017	
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          : la funzionalità è ravvisabile quando le prestazioni .. confluiscano nel disegno 

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          di risanamento predisposto dal debitore in modo da rientrare in una complessiva causa economico - 

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          organizzativa almeno preparatoria di una procedura concorsuale;

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          - 
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          sentenza n. 1182/2018	
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          : l’utilità concreta per la massa dei creditori ... non rientra nei requisiti  
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          richiesti e nelle finalità perseguite dalla norma e non deve perciò essere in alcun modo indagata;

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          - 
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          sentenze da 14713/2019 a 14733/2019	
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
           (su IL CASO.it, 10.06.19): la consecuzione tra le procedure  
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          dipende unicamente dalla mancanza di discontinuità	
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          dell’insolvenza; principio di recente 

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          puntualizzato dalla Suprema Corte, su sollecitazione del Procuratore Generale presso la Corte stessa,

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          ai sensi dell’art. 363 cpc co. 1, proprio al fine di affermare e consolidare un indirizzo interpretativo 

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          univoco sul tema. 

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          Illuminanti in tal senso sono le parole dalla Suprema Corte: “La collocabilità in prededuzione di

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          crediti caratterizzati secondo la tripartizione della L. Fall., art. 111, ...postula un accertamento di

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          consecutività tra il concordato e la procedura successiva. ... La consecutività può escludersi solo
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          ​
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
      &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;/div&gt;&#xD;
      &lt;div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          allorchè si registri una discontinuità nell’insolvenza, per essere cioè il fallimento conseguente ad una

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          condizione di insolvenza non riconducibile ad una condizione di crisi originaria. Ove invece il

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          fallimento abbia causa nella medesima originaria situazione di insolvenza - anziché, per esempio,

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          nella gestione dell’impresa successiva al concordato - non può sostenersi che la consecutio venga

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          meno per rinuncia alla domanda di concordato. Semmai la rinuncia costituisce un serio indice del

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          contrario,   vale   a   dire   che   il   succedersi   delle   procedure   sia   avvenuto   nel   contesto   dell’unica

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          condizione di insolvenza”. 

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          -     
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          sentenza n. 15724/2019, dep. 11.6.201	
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          : la prededuzione attribuisce non una causa di prelazione, ma     

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          una precedenza	
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          processuale, in ragione della strumentalità dell’attività da cui il credito consegue agli 

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          scopi della procedura, onde renderla più efficiente; la consecuzione è un fenomeno generalissimo 

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          consistente nel collegamento tra procedure concorsuali di qualunque tipo, volte a regolare una coincidente

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          situazione di dissesto dell’impresa; il fenomeno della consecuzione funge da elemento di congiunzione 

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          tra procedure distinte e consente di traslare dall’una all’altra procedura la precedenza procedimentale in 

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          cui consiste la prededuzione. 

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          - 
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          Sentenza n. 25471 dep. 10.10.2019	
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          : il credito del professionista incaricato di redigere l’attestazione  
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          di cui alla LF, art. 111, co. 3, è sempre prededucibile, anche quando il concordato non venga aperto, 

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          o la domanda viene dichiarata inammissibile o l’attestazione sia negativa.

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          - 
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          Sentenza n.	
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          27538 del 28.10.2019	
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          : non vi è dubbio che il credito del professionista che abbia funto  
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          da advisor legale nella predisposizione della domanda di concordato rientri tra i crediti sorti in 

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          funzione di quest’ultima procedura e, come tale, a norma dell’art. 111 co. 2 della LF, vada 

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          soddisfatto in prededuzione nel successivo fallimento, senza che, ai fini di tale collocazione, debba 

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          essere accertato, con valutazione ex post, che la prestazione resa sia stata in concreto utile per la 

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          massa in ragione dei risultati raggiunti.

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          L’interpretazione della Suprema Corte,  sopra brevemente richiamato,  parrebbe ormai consolidato. Tuttavia, 

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          poiché permane una qualche incertezza - soprattutto nelle Corti di merito - è auspicabile un intervento delle 

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          SS.UU della Cassazione, per affermare un orientamento interpretativo univoco. Altrimenti i professionisti 

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          incaricati di assistere le imprese in difficoltà finiranno per assumere su di sè il rischio d’impresa, che - com’è

        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
        &lt;div&gt;&#xD;
          
                          
          evidente, trattandosi per definizione di un’impresa in crisi - è un rischio altissimo.
        
                        &#xD;
        &lt;/div&gt;&#xD;
      &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
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      <pubDate>Sun, 01 Dec 2019 11:27:56 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>CONTROLLO GIUDIZIARIO: ALLE SEZIONI UNITE LA RICORRIBILITA' PER CASSAZIONE DELL'ORDINANZA DEL TRIBUNALE</title>
      <link>https://www.antonioserafini.it/controllo-giudiziario-alle-sezioni-unite-la-ricorribilita-per-cassazione-dellordinanza-del-tribunale32d67fce</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
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  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Il controllo giudiziario ex art. 34-bis d.lgs. 159/2011 è una misura di prevenzione che continua a richiedere interpretazioni giudiziarie, segnatamente da parte della Cassazione. Si conferma, quindi, un istituto che – pur previsto da tempo nel nostro ordinamento – mantiene una sua attualità per via dei frequenti aggiornamenti normativi e soprattutto per via del suo maggiore “
    
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
      gradimento
    
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
    ” da parte di soggetti colpiti da interdittiva prefettizia antimafia.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Si tratta, come peraltro precisato dalla stessa Cassazione, di “
    
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
      una vigilanza prescrittiva con doveri informativi, condotta eventualmente tramite un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale, tesa a ripulire da contaminazioni mafiose le attività economico – imprenditoriali, restituendole bonificate al libero esercizio
    
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
    ”.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    E’ quindi l’alternativa “leggera” alla ben più pervasiva misura dell’amministrazione giudiziaria di cui all’art. 34. Il controllo, infatti, può essere disposto solo nei casi in cui, pur in presenza di sintomi di infiltrazione mafiosa, l’agevolazione di soggetti riconducibili alla mafia sia solo ”occasionale”.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Per questo motivo sono spesso i soggetti colpiti da “interdittiva” a chiederne l’applicazione  al Tribunale competente. Si è, quindi, posto il quesito della ricorribilità per cassazione del provvedimento del Tribunale.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Se ne è di recente occupata la Cassazione con l’ordinanza 24661-19 del 15 maggio 2019, depositata il 3 giugno scorso, che , rilevando un “
    
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
      consapevole contrasto giurisprudenziale
    
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
    ” tra due affermazioni di principio riconducibili ad altrettanti indirizzi interpretativi accolti in differenti decisioni della Suprema Corte, ha deciso di rivolgersi alle Sezioni Unite affinché si pronuncino sulla seguente questione:
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    “
    
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
      se contro il provvedimento con cui il Tribunale, competente per le misure di prevenzione, neghi l’applicazione del controllo giudiziario richiesto ex art.34-bis co. 6, d.lgs. 6.9.2011, n. 159, dall’impresa destinataria di un’interdittiva antimafia, sia proponibile il ricorso per Cassazione
    
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
    ”.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    L’orientamento favorevole fa leva sull’art. 127, co. 7, c.p.c., richiamato nell’art. 34-bis, co.6, assumendo che il richiamo alle forme del procedimento in camera di consiglio fornisca l’”addentellato normativo” idoneo a contemperare le esigenze di celerità, connaturate in un procedimento a carattere para-incidentale, con la necessità di assicurare il controllo di legittimità ex art. 111 della Costituzione.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Si tratta evidentemente di una posizione garantista, tesa a tutelare in primo luogo il diritto alla libertà d’impresa, costituzionalmente garantito.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    L’orientamento che, invece, esclude ogni impugnabilità fa leva sulla considerazione che il rinvio all’art. 127 c.p.c. riguarda le regole di svolgimento dell’udienza camerale e non può comportare quindi la ricezione completa del modello procedimentale ivi descritto, e segnatamente il ricorso per Cassazione: ogni impugnazione, pertanto, resterebbe preclusa, in forza del principio di tassatività ex art. 568, co. 1, c.p.c. 
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;a href="https://www.forensicsgroup.eu/wp-content/uploads/2019/06/Cass.-Pen.-n.-2466119-interdittiva-antimafia.pdf"&gt;&#xD;
    
                    
    Scarica il testo integrale dell’ordinanza di rimessione alle Sezioni Unite n.24661 del 2019.
  
                  &#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;a href="https://www.forensicsgroup.eu/wp-content/uploads/2019/06/Cass.-Pen.-n.-2466119-interdittiva-antimafia.pdf" target="_top"&gt;&#xD;
    
                    
    Scarica
  
                  &#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/b13d8f2b/dms3rep/multi/civil_law-1920x1154.jpg" length="675399" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 06 Sep 2019 10:00:29 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.antonioserafini.it/controllo-giudiziario-alle-sezioni-unite-la-ricorribilita-per-cassazione-dellordinanza-del-tribunale32d67fce</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>NOTA A SENTENZA CASS. 16105/2019</title>
      <link>https://www.antonioserafini.it/nota-a-sentenza-cass-16105-2019d8e641d7</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1462642109801-4ac2971a3a51.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    La sentenza della Cassazione nr. 16105 del 15.3.2019 ha chiarito che l’applicazione su impulso di parte del controllo giudiziario ex art. 34-bis, comma 6, del d.lgs. 159/2011, con l’effetto di sospensione degli effetti dell’interdittiva antimafia prefettizia, può avvenire solo qualora l’impugnazione in sede amministrativa del provvedimento prefettizio sia ancora pendente. Qualora invece sia intervenuta una pronuncia giudiziale definitiva sull’opposizione in sede amministrativa, l’Autorità giudiziaria ordinaria dovrà dichiarare inammissibile la richiesta di sottoposizione al controllo giudiziario.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
     Nel caso di specie, l’applicazione su impulso di parte del controllo giudiziario era stata richiesta da una società, dopo la sentenza del Consiglio di Stato di definitivo respingimento dell’impugnazione dell’interdittiva antimafia prefettizia.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
     La difesa della società colpita dall’interdittiva aveva fatto leva sul confronto tra la normativa suddetta e l’art. 15 del d.lgs. 231/2001. 
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Infatti, l'art. 34-bis, comma 6, d.Lgs. 159/2011 richiede testualmente, come requisito per l’applicazione del controllo giudiziario su impulso di parte, solo che «le imprese destinatarie di informazione antimafia interdittiva ai sensi dell'art. 84, comma 4, " abbiano proposto l'impugnazione" del relativo provvedimento del Prefetto; nulla dice invece la norma circa l’esito della detta impugnazione. Con la conseguenza che un'interpretazione letterale della norma stessa prevede come presupposto per la richiesta di sottoposizione al controllo giudiziario che sia impugnato il provvedimento prefettizio e ciò indipendentemente dell'esito del procedimento di impugnazione.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Diversamente, secondo la società istante, quando il Legislatore ha voluto dare rilevanza all’esito dell’impugnazione, lo ha detto espressamente: infatti l'art. 15 del d.Lgs. 231/2011 in materia di responsabilità da reato delle società, in una situazione simile a quella di cui all'art. 34-bis del Codice Antimafia, prevede che in caso di applicazione di sanzione interdittiva a carico dell'Ente vi è la possibilità di nominare un Commissario giudiziale, a determinate condizioni, ma che la prosecuzione dell’attività da parte del Commissario non possa essere disposta qualora la sanzione interdittiva venga applicata in via definitiva.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Pertanto il confronto delle due dette disposizioni porterebbe a valorizzare l’interpretazione testuale dell’art. 34-bis, escludendo la rilevanza della definitività dell’opposizione al provvedimento interdittivo.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    La Suprema Corte ha invece ritenuto che In realtà “trattasi di due normative differenti che non possono essere equiparate atteso che nel caso dell'art. 15 d.Lgs. 231/2001 è lo stesso giudice che potrebbe applicare la sanzione interdittiva che decide anche sulla prosecuzione dell'attività, salvo che si versi nell'ipotesi di cui all'art. 16 dello stesso decreto ossia nel caso di applicazione della sanzione interdittiva in via definitiva.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Si tratta quindi di fattispecie diverse che trovano un'analogia se non appunto nei limiti di intervento sulla vita della società una volta che la misura inibitoria assuma i connotati della definitività, con la conseguenza che il silenzio della seconda circa la definitività o meno del provvedimento interdittivo come momento preclusivo per essere ammessi all'istituto del controllo giudiziario non impone una lettura nel senso voluto dalla difesa dell'odierna ricorrente atteso che l'interpretazione della voluntas legis in presenza di tale "silenzio" non può che passare attraverso l'esame delle caratteristiche dell'istituto e delle finalità dello stesso che consistono in una vigilanza prescrittiva con doveri informativi, condotta eventualmente tramite un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale, tesa a ripulire da contaminazioni mafiose le attività economico imprenditoriali restituendole bonificate al libero esercizio.”
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Inoltre la Cassazione ribadisce che le finalità pubbliche dell'istituto sono "fisiologicamente" ed inscindibilmente connesse alla pendenza di un ricorso avverso l'interdittiva non ancora deciso dal giudice in quanto la ratio dell'istituto è quella di consentire, a mezzo di specifiche prescrizioni e con l'ausilio di un controllore nominato dal Tribunale, la prosecuzione dell'attività di impresa nelle more della definizione del ricorso amministrativo avverso la medesima al fine di evitare, in tale lasso di tempo, la decozione dell'impresa stessa che, privata di commesse pubbliche e/o di autorizzazioni essenziali per la prosecuzione della propria attività, potrebbe subire conseguenze irreparabili a causa della "pendenza" del provvedimento prefettizio.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Ulteriore e definitivo argomento a sostegno della tesi dell’interdipendenza tra il procedimento davanti a Tribunale della prevenzione e quello in sede amministrativa, consiste nella considerazione che il Tribunale non può occuparsi della legittimità dell’interdittiva antimafia, rimanendo tale sindacato nell’esclusiva giurisdizione del Prefetto e del giudice amministrativo.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Link per la sentenza: 
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.forensicsgroup.eu/2019/05/commissario-giudiziale-231-diverso-dal-controllo-giudiziario-antimafia-note-alla-sentenza-cassazione-n-16105-2019/"&gt;&#xD;
      
                      
    https://www.forensicsgroup.eu/2019/05/commissario-giudiziale-231-diverso-dal-controllo-giudiziario-a...
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1462642109801-4ac2971a3a51.jpg" length="151499" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 02 Jun 2019 17:52:17 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Alitalia o no, non si può morire di Low Cost</title>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
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  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    La vicenda Alitalia, da diversi giorni, è piombata sulla scena della politica e dell’informazione nazionale. Tutti i giornali se ne sono occupati e continuano a farlo.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Forse ora è il caso di andare oltre la scelta nazionalizzazione/fallimento. Anche perché di nazionalizzare non è ormai per niente il caso: si tratterebbe solo di nazionalizzare debiti, come se ce ne fosse bisogno; e il fallimento sembra il destino amaro della ex Compagnia di bandiera, con tutto il carico di dramma economico e sociale che ne deriva.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Ma se ci fermiamo a pensare ai drammi del fallimento, non cogliamo comunque il senso profondo e il segnale inquietante della vicenda: per quanto possa essere doloroso nell’immediato per l’Italia e per le persone coinvolte, a breve il colpo potrà essere assorbito dal sistema. Anzi, la “fine” di Alitalia comporterà la liberazione degli slot (finestre temporali di decollo e atterraggio in ogni aeroporto) che ora non vengono utilizzati. Quelle finestre temporali saranno assegnate a vettori in grado di volare con profitto. Ciò porterà ossigeno nuovo al sistema del trasporto aereo in Italia. In sé e per sé potrebbe essere anche un bene.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Il problema però è un altro: la scomparsa di un vettore forte, con una governance congegnata in modo tale da consentire al Governo di portare avanti un minimo di politica industriale, consegnerebbe il trasporto aereo in Italia allo strapotere delle compagnie Low Cost. Si tratta, come tutti sanno, di soggetti nuovi della scena, figli della globalizzazione e delle nuove regole dell’economia europea e mondiale. Soggetti che agiscono – e ne hanno il pieno diritto – guidati dal puro scopo di profitto. Profitto, ripetiamolo, lecito. Ma è noto che oggi la scelta di una Compagnia low cost di fare base in questo o quell’aeroporto, determina il destino degli aeroporti coinvolti: prosperità o fallimento. Ci sono già dei casi concreti.
    
                    &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Se le Low Cost restano le sole padrone della scena aeroportuale italiana, a farne le spese sarà soprattutto l’infrastruttura nazionale del trasporto. Questa infrastruttura è composta dall’insieme di strade, ferrovie, porti e aeroporti. Solo un efficace coordinamento tra i vari componenti può fare un’infrastruttura. Altrimenti è solo caos.  
    
                    &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    
                    
    E se si lascia il destino di ogni singolo aeroporto alle scelte “personali” e alle strategie industriali delle Compagnie Low Cost, si rischia il caos. Per esempio, se si decide di collegare con treni veloci un certo aeroporto e poi questo viene abbandonato dalla Low Cost che vi aveva fatto base, è l’intero investimento che va in fumo: caos in politica economica significa impoverimento e marginalizzazione.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/photo-1488085061387-422e29b40080.jpg" length="141441" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 11 Dec 2016 16:31:41 GMT</pubDate>
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